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	<title>Le Murate PAC &#187; Murate Pac</title>
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	<description>Progetti arte contemporanea</description>
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		<title>“Walkscapes: walking as an aesthetics practice” &amp; “L’arte,l’altro e l’altrove: il museo sulla luna di Metropoliz citta’ meticcia”</title>
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		<pubDate>Fri, 01 Jun 2018 10:58:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Murate Pac]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Conferenze]]></category>

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		<description><![CDATA[LWCircus  in collaborazione con Le Murate. Progetti Arte Contemporanea  Si conclude oggi il public program di due settimane tra seminari e lezioni aperte  che hanno dato spazio a relatori internazionali che testimoniano la progettazione e interpretazione di soluzioni urbanistiche innovative e sostenibili. Ultimo appuntamento oggi ore 18.00. Friday &#124; 1st JUNE &#124; RIVA Project + LWCircus- [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://lwcircus.org/">LWCircus  </a>in collaborazione con <i>Le Murate. Progetti Arte Contemporanea </i> Si conclude oggi il public program di due settimane tra seminari e lezioni aperte  che hanno dato spazio a relatori internazionali che testimoniano la progettazione e interpretazione di soluzioni urbanistiche innovative e sostenibili. Ultimo appuntamento oggi ore 18.00.</p>
<p><strong><a href="http://www.lemuratepac.it/wp-content/uploads/2018/06/R+ALabREVFC+GDF_1stJune-.pdf">Friday | 1st JUNE | RIVA Project + LWCircus- ArnoLab018 Official PRESENT</a></strong> <strong></strong> <strong>Le Murate. Progetti Arte Contemporanea | 6.00 – 7.30 pm</strong> Francesco CARERI | Stalker + LAC – Università Roma Tre | Rome “Walkscapes: walking as an aesthetics practice” Giorgio DE FINIS | MAMM + MACRO Asilo| Rome “L’arte,l’altro e l’altrove: il museo sulla luna di Metropoliz citta’ meticcia” ILARKS – International Landscape Architecture Seminar <strong></strong><strong>The Arnolab018 is part of EUROPEAN YEAR OF CULTURAL HERITAGE 2018 # Europe for Culture</strong> <strong>With the support of Estate Fiorentina 2018</strong> <strong>Il Progetto Riva è realizzato in co-progettazione e con il contributo del progetto Sensi Contemporanei nell’ambito dell’accordo di programma quadro tra Regione Toscana, Mibact Direzione Generale Cinema e Agenzia per la Coesione Territoriale.</strong> <a href="http://www.lemuratepac.it/wp-content/uploads/2018/06/R+ALabREVFC+GDF_1stJune-1.pdf"> </a></p>
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		<title>Nidi. Installazioni d’artista e percorsi polisensoriali  Un nuovo appuntamento Murate Art Lab</title>
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		<pubDate>Tue, 08 May 2018 07:23:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Murate Pac]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Incontri Pubblici]]></category>
		<category><![CDATA[percorsi]]></category>
		<category><![CDATA[Performing Arts]]></category>
		<category><![CDATA[Programmazione presente]]></category>
		<category><![CDATA[Workshop]]></category>

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		<description><![CDATA[Nidi. Installazioni d’artista e percorsi polisensoriali Un nuovo appuntamento Murate Art Lab Dopo il successo dell’installazione Nidi – presentata al pubblico per la prima volta lo scorso weekend, durante l’evento Firenze dei Bambini – e delle attività a essa correlate, MUS.E presenta a Le Murate. Progetti Arte Contemporanea un nuovo appuntamento di Murate Art Lab con Francesco Pellegrino e [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><b>Nidi.<br />
Installazioni d’artista e percorsi polisensoriali<br />
</b><b>Un nuovo appuntamento Murate Art Lab</b></p>
<p style="text-align: left;"><b></b>Dopo il successo dell’installazione <i>Nidi –</i> presentata al pubblico per la prima volta lo scorso weekend, durante l’evento Firenze dei Bambini – e delle attività a essa correlate, MUS.E presenta a <em>Le Murate. Progetti Arte Contemporanea</em> un nuovo appuntamento di <i>Murate Art Lab</i> con Francesco Pellegrino e Anita Barghigiani. Tutto ruota, appunto, intorno alle sculture sonore realizzate dall’artista Pellegrino, veri e propri nidi  da osservare, da esplorare e da ascoltare.</p>
<p style="text-align: left;">Opere polisensoriali e polifoniche fatte di legno, di metallo e di carta, nelle quali è possibile rifugiarsi e immergersi per sperimentare i suoni della materia e soprattutto vivere appieno un’opera d’arte. Ed è ai Nidi che si è ispirata l’illustratrice Barghigiani per realizzare tre percorsi visivi e tattili complementari:  illustrazioni inedite che i partecipanti potranno non solo guardare…ma anche suonare. Ecco perché l’appuntamento di sabato 12 maggio alle h16.30 è un’occasione davvero speciale: piccoli e grandi potranno vivere le installazioni artistiche <i>Nidi</i> e i percorsi correlati ma anche prendere parte a un laboratorio artistico grazie al quale realizzare la propria “opera sonora”. Per ricordare a tutti i noi quanto il mondo – e quindi anche l’arte – siano da vivere con tutti i sensi.</p>
<p style="text-align: left;"><b>Per chi: per famiglie con bambini dai 4 ai 7 anni<br />
Dove: Le Murate. Progetti Arte Contemporanea<br />
</b><b>Quando: sabato 12 maggio h16.30<br />
</b><b>Durata : 1h30’<br />
</b><b>Costi: gratuito</b> <b>La prenotazione è obbligatoria.<br />
</b>Per informazioni e prenotazioni: tel. 055-2768224 mail <a href="mailto:info@muse.comune.fi.it" target="_blank">info@muse.comune.fi.it</a> <a href="http://www.musefirenze.it/" target="_blank" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?hl=it&amp;q=http://www.musefirenze.it&amp;source=gmail&amp;ust=1525850399985000&amp;usg=AFQjCNHUPt2wNTIqXcofQedoLy0u8LfOZA"> </a></p>
<p>Il progetto nell&#8217;ambito di ToscanaInContemporanea 2018</p>
<p><a href="http://www.lemuratepac.it/wp-content/uploads/2018/11/Toscanaincontemporanea2018+RT+Giovanisi-Logo1.jpg" rel="lightbox-0"><img class="aligncenter size-medium wp-image-3976" alt="Toscanaincontemporanea2018+RT+Giovanisi - Logo" src="http://www.lemuratepac.it/wp-content/uploads/2018/11/Toscanaincontemporanea2018+RT+Giovanisi-Logo1-300x34.jpg" width="300" height="34" /></a></p>
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		<title>Una mostra ispirata alla più antica mappa cinese,  un ponte di bolle di sapone, una tela sui generis  e uno stuolo di aquiloni “musicali”.</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Apr 2018 10:50:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Murate Pac]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[general]]></category>
		<category><![CDATA[Progetto RIVA]]></category>

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		<description><![CDATA[Una mostra ispirata alla più antica mappa cinese, un ponte di bolle di sapone, una tela sui generis e uno stuolo di aquiloni “musicali”. La primavera a Le Murate. Progetti Arte Contemporanea ha gli occhi a mandorla Presentata “The Impossible Black Tulip. Investigating hybridity from Macao”,  terza mostra del ciclo “Global identities. Postcolonial and cross-cultural [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p align="center">
<p align="center"><b>Una mostra ispirata alla più antica mappa cinese, un ponte di bolle di sapone, una tela sui generis e uno stuolo di aquiloni “musicali”. La primavera a <i>Le Murate. Progetti Arte Contemporanea </i>ha gli occhi a mandorla</b><i></i></p>
<p align="center"><i>Presentata “The Impossible Black Tulip. </i><i>Investigating hybridity from Macao”,  terza mostra del ciclo “Global identities. Postcolonial and cross-cultural Narrative”, insieme alle performance dei tre artisti cinesi Li Na, Wang Xiaoshuang e Zhang Zengzeng in residenza fino alla fine di aprile</i></p>
<p>  <i>Firenze, 24 aprile 2018</i> – Due mesi dedicati all&#8217;estremo oriente per <b><i>Le Murate. Progetti Arte Contemporanea</i></b>, che con l&#8217;apertura della mostra curata da Livia Dubon e intitolata <b>The Impossible Black Tulip. Investigating hybridity from Macao</b> (3 maggio – 3 giugno 2018) dà il via al terzo appuntamento del ciclo <i>Global identities. Postcolonial and cross-cultural Narrative</i>, ideato e diretto da Valentina Gensini.</p>
<p>A fare da preludio alla mostra, un altro appuntamento che collega la Cina all&#8217;Italia e in particolar modo alla città di Firenze, con <b>China Project,</b> residenza artistica e performance dei tre artisti cinesi <b>Li Na</b>, <b>Wang Xiaoshuang</b> e <b>Zhang Zengzeng</b> (in collaborazione con l’Archivio dell’arte Contemporanea dello stato Cinese), che hanno lavorato negli spazi de <i>Le Murate. Progetti Arte Contemporanea</i> per tutto il mese di aprile nell&#8217;ambito del <b>Progetto Riva</b>, realizzato grazie alla partnership e al contributo del progetto Sensi Contemporanei nell&#8217;ambito dell&#8217;accordo di programma quadro tra Regione Toscana, Mibact Direzione Generale Cinema e Agenzia per la Coesione Territoriale.</p>
<p>A coronamento del periodo di residenza, i tre artisti hanno realizzato tre lavori, uno dei quali (<i>Attraversamenti</i> di Zhang Zengzeng) ha preso vita oggi nella sala Ketty La Rocca mentre le altre due (<i>Suono sacro lontano </i>di Li Na e la tela di Wang Xiaoshuang<b>)</b> verranno presentati open air giovedì 26 aprile alle 19 alla spiaggia sull&#8217;Arno sottostante piazza Poggi.</p>
<p><b></b> <b>L&#8217;esperienza degli artisti cinesi in residenza</b></p>
<p>Un mese di tempo, tanto hanno avuto a disposizione <b>Li Na, Wang Xiaoshuang e Zhang Zengzeng</b> per realizzare i loro progetti site specific, a cui i tre artisti hanno lavorato nelle celle dell&#8217;ex carcere fiorentino adibite a studio d&#8217;artista.</p>
<p>Zhang Zengzeng, specializzato nelle installazioni effimere realizzate con le bolle di sapone, a Firenze ha creato “<i>Attraversamenti</i>”, un <b>ponte lungo tre metri</b> realizzato con materiali di riciclo e <b>ricoperto di schiuma prodotta utilizzando l&#8217;acqua dell&#8217;Arno</b>.</p>
<p>Il lavoro di <b>Wang Xiaoshuang </b>invece<b> </b>si concretizza in una tela che rappresenta lo skyline di Firenze con collage e innesti che illustrano alcuni dettagli della storia della città, una sorta di <b>“ritratto” della città come corpo organico strutturato intorno alla spina dorsale del fiume</b>.</p>
<p>Infine <b>Li Na</b>, ha dato vita a “<i>Suono sacro lontano</i>”, l&#8217;installazione che giovedì 26  alle 19 vedrà <b>volare sull&#8217;Arno 50 aquiloni bianchi</b> ognuno dei quali avrà un <b>altoparlante che trasmette brani di musica sacra</b>.</p>
<p><b></b> <b>Li Na, Wang Xiaoshuang e Zhang Zengzeng </b>sono stati selezionati da una commissione presieduta da Valentina Gensini e composta da Francesco Giomi, presidente di Tempo Reale, Martino Marangoni, presidente della Fondazione Studio Marangoni e Xiuzhong Zhang, presidente dell&#8217;associazione Zhong Art International. La commissione, sulla base dei curricula e della qualità e originalità dei progetti proposti ha scelto i tre artisti – nell&#8217;ambito di progetto di scambio Italia-Cina – per offrire loro la possibilità di lavorare ai loro progetti all&#8217;interno degli spazi delle Murate. Progetti Arte Contemporanea.</p>
<p><a href="http://www.lemuratepac.it/wp-content/uploads/2018/11/Loghi-RIVA-2018.png" rel="lightbox-0"><img class="aligncenter size-large wp-image-4024" alt="Loghi- RIVA 2018" src="http://www.lemuratepac.it/wp-content/uploads/2018/11/Loghi-RIVA-2018-1024x78.png" width="604" height="46" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b>La mostra: The impossible black tulip</b></p>
<p>Il 3 maggio alle 17:30 apre i battenti <b>“The Impossible Black Tulip. Investigating hybridity from Macao”</b>, a cura di Livia Dubon, progetto che trova la sua ragione nell&#8217;esplorazione del concetto di appartenenza.</p>
<p><b>La mostra prende il nome dalla più antica mappa cinese che fonde concetti cartografici cinesi e occidentali</b>. Mappe e identità hanno una correlazione profonda: trattandosi di rappresentazioni territoriali e di confini nazionali, l’azione di cartografare si collega alla politica identitaria nazionale di un paese. Questa mappa, simbolo di ibridità culturale, confonde però le nostre idee essenzialiste di identità e fu chiamata l’<i>Impossibile Tulipano Nero</i> per la sua rarità e esotismo.</p>
<p>In mostra i lavori degli artisti <b>Ka Long Wong</b>, <b>Eric Fok</b>, <b>Guo Jie Cai</b>, che attraverso le loro opere  daranno modo di approfondire i <b>dibattiti post-coloniali relativi a ibridità, decolonizzazione e identità fluida</b>. Macao ne rappresenta un caso esemplare: colonia portoghese per 400 anni, dopo l’annessione alla Cina nel 1999 come regione speciale amministrativa (SAR), ha scelto di affrontare la problematica identitaria attraverso un processo di costruzione orientato alla aggregazione invece che alla repressione o all’emarginazione dell’“altro”.</p>
<p>Il progetto The Impossible Black Tulip è stato realizzato con la partnership dell’Istituto Cultural do Governo da R.A.E. de Macau (I.C.M.), Istituto Confucio Università di Firenze, dell’Art Zone Macao Visual Students Art Zone, e il contributo dell’Istituto Camões di Lisbona, del Dipartimento di Lingue, Letterature e Studi Interculturali dell&#8217;Università degli Studi di Firenze, della Cattedra “Fernando Pessoa” afferente al medesimo dipartimento e con la collaborazione del Dragon Film Festival, dell&#8217;Associazione Chì-na e il Laboratorio Permanente per la Pace- Quartiere 5, Firenze. “Voglio avere il diritto di guardare”, ci dice Nicholas Mirzoeff.</p>
<p>Come possiamo parlare di identità e nazionalismo oggi, senza porci delle domande sulla legittimità del concetto di “alterità”? E come parlare dell’altro senza cadere in stereotipi o sguardi coloniali? &#8211; dice <b>la curatrice Livia Dubon </b>-. Secondo Mirzoeff, importante teorico di visual culture, lo sguardo deve essere reciproco: tutti guardano, anche il cosiddetto “altro”. Lo sguardo deve essere autonomo ed espressione di soggettivismo politico. Nello spirito di questa idea la mostra vuole mettere in dubbio i meccanismi che hanno definito l’identità e l’alterità fino ad oggi. Partendo dal case study di Macao approfondiremo la tematica con la comunità italo-cinese della piana Fiorentina”.</p>
<p>“Questa primavera a <i>Le Murate. Progetti Arte Contemporanea </i>la Cina ha un ruolo protagonista – spiega Valentina Gensini &#8211; da un lato CHINA PROJECT con tre artisti in residenza per tutto il mese di aprile, presentati in una rosa di 15 artisti preselezionati da una commissione presieduta dal Direttore dell&#8217;Archivio dell&#8217;Arte Contemporanea dello Stato Cinese, quindi scelti da una Commissione riunita presso Le Murate; dall&#8217;altro il progetto <i>MACAO: The impossible black tulip, </i>mostra e residenza artistica centrata su un territorio ibrido ed esemplare rispetto alla dimensione Post coloniale. Un appuntamento importante del ciclo GLOBAL IDENTITIES con cui vogliamo indagare le affascinanti stratificazioni e contraddizioni del presente globale”.</p>
<p><b></b> <b>The impossible black tulip: gli artisti</b> <b>Ka Long Wong</b> nato nella colonia portoghese di Macao, è cresciuto nell&#8217;ambiente culturale che vuole vedere questo luogo come un emblema dell’ibridismo. Quando venne territorialmente consegnato alla Cina, la narrativa identitaria si riappropriò dell’immagine della Macao coloniale, immagine propagandata dall’amministrazione portoghese fin dagli anni Ottanta. Secondo Wong, tuttavia, il governo della SAR riuscì a promuovere solo una parte della storia culturale del territorio, preservando maggiormente solo le arti tradizionali come l’architettura o le piastrelle bianche e blu; vennero, invece, trascurati la storia militare, le tensioni sociali, gli scontri, memorie queste che hanno certamente contribuito alla costruzione della storia di Macao e del suo patrimonio ibrido.</p>
<p>Con l’installazione<b>Love from the West</b> (Amore dall&#8217;Occidente) &#8211; 24 elmi smaltati con decorazioni dipinte ad olio, la proiezione la Rivoluzione dei Garofani (1974) e alcune foto dei Motim 1<del cite="mailto:Livia%20Dubon%20Bohlig" datetime="2018-04-23T17:53">-</del>2<ins cite="mailto:Livia%20Dubon%20Bohlig" datetime="2018-04-23T17:53">.</ins><del cite="mailto:Livia%20Dubon%20Bohlig" datetime="2018-04-23T17:53">-</del>3  (tumulti macaensi del 1966) &#8211; l’artista crea un ‘rumore’ (McQuail 1975) tra il concetto di cultura e le azioni militari; Wong unisce e completa i due lati della storia di Macao, indagando le connessioni tra  militare e cultura, tra il Portogallo e la Cina. Il lavoro concettuale e performativo di <b>Guo Jie Cai</b> mette in discussione l&#8217;idea di &#8220;appartenenza&#8221; legata al concetto di proprietà privata. L’artista si ricollega così a tutta quella letteratura che, a partire da Deleuze e Guattari (1972), vede nelle società capitaliste l’imposizione di valori astratti del mercato contro esigenze più concrete. Allontanandoci da queste logiche, ossia “de-territorializzando”, lo stesso significato di ‘terreno’ può cambiare: esso non è più un’astrazione, un accordo su una carta, ma una serie di azioni, stimoli che noi compiamo in risposta a quello che ci circonda per necessità materiali.</p>
<p>Forse non è la terra ad appartenere a noi, ma noi a lei. Il concetto di “de-territorializzazione” come quello di “de-colonizzazione” vuole ricordarci la relatività di questi valori, che sono sempre il prodotto di una specifica mentalità prodotta dal Global North. Per Cai, l’Occidente ha una storia caratterizzata da continue mutilazioni, violenze e riunificazioni in nome di confini astratti e politici.  Con il suo lavoro vuole ricordarci lo stato ‘naturale’ e la necessità di de-territorializzazione considerando un territorio come un unicum, libero dal desiderio di possesso. Per questo Cai esplora le mappe catastali, ponendosi alla ricerca di iati di libera proprietà, che per quanto piccoli, simboleggiano un valore diverso. La virtuale vendita di questi spazi, reiterando il processo di “re-territorializzazione” del capitalismo, vuole al contempo parodiare e sfidare l’azione di chi incarna questo processo: stati e società immobiliari.</p>
<p>Il lavoro di <b>Eric Fok</b> analizza invece il vecchio territorio di Macao. Secondo Eugenio Turri (2011:67) partendo da Maurice Merleau-Ponty il visibile è tutto intessuto di non visibile: non è semplice lacuna, ma è ciò che sottende il visibile come sua possibilità ontologica. Qual è, quindi, la relazione tra memorie di un territorio e identità contemporanee in relazione a una storia così complessa come quella di Macao? L&#8217;Occidente e l&#8217;Oriente sono intrecciati; la città è legata al suo stile di vita moderno e alla sua architettura, ma ha secoli di patrimonio stratificato. Fok sembra rispondere a questa <ins cite="mailto:Livia%20Dubon%20Bohlig" datetime="2018-04-23T21:59">commistione </ins>inserendo edifici moderni in una mappa antica, come una nuova dimensione nello spazio-tempo. La cartografia melanconica di Fok pone mondi speculativi alternativi che rendono finzione e realtà, l&#8217;ovest e l&#8217;oriente, il passato e il presente, inseparabili.</p>
<p><b></b> <b>The impossible black tulip: gli eventi collaterali</b> A margine della mostra sono stati inoltre programmati una serie di appuntamenti &#8211; a <i>Le Murate. Progetti Arte Contemporanea</i> e non solo – che vedranno p<ins cite="mailto:Livia%20Dubon%20Bohlig" datetime="2018-04-23T17:09">r</ins>o<del cite="mailto:Livia%20Dubon%20Bohlig" datetime="2018-04-23T17:09">ro</del>tagonista Macao e le riflessioni sull&#8217;identità stimolate dalla mostra. Si parte con l&#8217;Artist talk e performance dell&#8217;artista Guo Jie Cai il 3 maggio alle 17:30 alle Murate, in occasione dell&#8217;opening di The impossible black tulip. Si prosegue il 5 e 6 maggio alle 10 con il laboratorio d&#8217;artista “Il viaggio verso ovest”, dedicato ai bambini dai 6 ai 12 anni. E ancora sabato 5 alle 14:30 al Circolo Arci-SMS Peretola il laboratorio d&#8217;artista per famiglie “Worldmap in (e) motion”. Domenica 6 alle 15:30, lo stesso laboratorio verrà replicato presso l&#8217;Associazione Chí-na. Il 9 a partire dalle 10, alle <i>Murate. Progetti Arte Contemporanea</i>, spazio alla talk “Ibriditá tra Italia e Cina” e infine, sempre il 9 maggio alle Murate, alle 14, il laboratorio d&#8217;artista “Decolonizzando la pratica scultorea”.</p>
<p align="center">
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		<title>Vertigo. Lo spirituale nell’arte d’oggi</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Apr 2018 15:04:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Murate Pac]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Conferenze]]></category>
		<category><![CDATA[Incontri Pubblici]]></category>
		<category><![CDATA[Presentazioni Libri e Progetti]]></category>

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		<description><![CDATA[Potrà parere singolare l’impresa che si affronta nelle pagine di questo volume, muovendo da uno dei testi-chiave dell’arte del XX secolo –quello Spirituale nell’arte che Vasilij Kandinskij scrisse nel 1910, agli inizi del ‘secolo breve’-, e trovando sponda o traendo spunto da alcuni suoi passaggi nevralgici. L’impresa cioè di vedere se, e come, si possa [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Potrà parere singolare l’impresa che si affronta nelle pagine di questo volume, muovendo da uno dei testi-chiave dell’arte del XX secolo –quello <i>Spirituale nell’arte </i>che Vasilij Kandinskij scrisse nel 1910, agli inizi del ‘secolo breve’-, e trovando sponda o traendo spunto da alcuni suoi passaggi nevralgici. L’impresa cioè di vedere se, e come, si possa parlare di spirituale nell’arte d’oggi; se, e come, in quali condizioni, si possa trovare quella <i>vertigo </i> che fa da titolo, o meglio da introibo alle riflessioni di cui nelle pagine di questo libro. Laddove <i>vertigo</i> per l’arte varrà in questa sede quale attrazione, fascinazione in cui trovarsi (non già perdersi), e quindi –anche- quale coscienza di sé. Un’impresa che, a ben vedere, proprio singolare non è.</p>
<p><b>Giandomenico Semeraro</b>, nato a Firenze nel 1959, è Pro-Direttore dell’Accademia di Belle Arti di Firenze, dove è titolare della cattedra di Storia dell&#8217;Arte Contemporanea, e di Storia dei Nuovi Media. E’ stato inoltre professore a contratto alla Scuola di Specializzazione in Storia dell’Arte presso la Facoltà di Lettere dell’Università di Firenze, e al Dipartimento di Studi Sociali presso la Facoltà di Scienze della Formazione del medesimo Ateneo. Storico e critico d&#8217;arte, è stato consulente del Comune di Carrara per l’arte contemporanea per il 1999 e il 2000, e membro del comitato scientifico del Museo Ken Damy di Fotografia Contemporanea, a Brescia. E’ membro del comitato scientifico della Fondazione Il Bisonte per lo Studio dell’Arte Grafica. E’ membro del comitato scientifico di “BAU, contenitore di arte contemporanea”. E’ stato inoltre collaboratore della redazione fiorentina del quotidiano &#8220;La Repubblica&#8221; dal 1988 al 1995, e di riviste specializzate.</p>
<p>Tra le sue pubblicazioni si segnalano: <b>Il sistema contemporaneo delle arti visive</b>, Firenze, Cesati editore, 1988; <b>Joe Tilson, Le crete senesi</b>, Siena, Nuova Immagine, 1995; <b>Studi di artisti -viaggio nell&#8217;arte contemporanea in Toscana</b>, Firenze, Alinea, 1996; <b>1900-1950 Firenze e i maestri dell&#8217;arte moderna</b>, Firenze, Alinea, 1996;<b> Bianco e Nero &#8211; Maurits Cornelis Escher a Siena</b>, Lucca, Maria Pacini Fazzi, 1996;<b> Ecce Homo &#8211; elogio dell’Altro &#8211; un percorso nell’arte del XX secolo</b>, Firenze, Alinea, 1998; <b>Ben Nicholson – Viaggi in Toscana</b>, Firenze, Edifir, 1999; <b>L’uomo di marmo – il laboratorio Nicoli di scultura in Carrara</b>, Carrara, Meiattini, 2000; <b>Di stoffa in stoffa – tessuti dell’arte contemporanea, da Alberto Burri a Rosemarie Trockel</b>, Firenze, Edifir, 2001; <b>Area di transito</b>, Firenze, Ikea, 2002; <b>B</b><b>elvedere-benvedere. Introduzione alla storia dell’arte moderna e contemporanea</b>, Pisa, Pacini, 2004; <b>Et in Arcadia Ego. Guida all’arte contemporanea in Toscana</b>, Pisa, Pacini, 2006; <b>Una mela è una mela? Considerazioni sull’arte contemporanea</b>, Firenze, Alinea, 2006; <b>Parola d’artista</b>, Firenze, Barbès, 2009; <b>Diari d’Arte. Artisti, teorici e (comunque) viaggiatori in Toscana</b>, Firenze, Accademia dell’Iris, 2011; <b>Morfologia (semiseria) dell’Arte Contemporanea</b>, E-book, 2013. Ha curato l’edizione in italiano del libro di Frederick Hartt, <b>L’Arte Fiorentina sotto tiro (Florentine Art Under Fire)</b>, Firenze, Clichy, 2014. L’anno successivo ha pubblicato <b>Firenze Le Stanze dell’Arte. Da Masaccio ai Macchiaioli</b>, per Phasar, Firenze. <b>Vertigo. Lo spirituale nell’arte d’oggi</b>, Firenze, Mandragora, 2017, è il suo titolo più recente.</p>
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		<title>ACCENDIMI. Incontro con l&#8217;autore Marco Presta</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Feb 2018 14:33:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Murate Pac]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Conferenze]]></category>
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		<description><![CDATA[ACCENDIMI. Incontro con l&#8217;autore Marco Presta Caterina ha una pasticceria. E ha un fidanzato medio, delle amiche medie, una vita media. È insomma serenamente disperata, fa parte del grande fiume d&#8217;insoddisfatti che tutti i giorni, da ogni parte del mondo, riceve milioni di affluenti. Poi una voce le parla dalla radio, sembra rivolgersi solo a [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><strong><strong>ACCENDIMI. Incontro con l&#8217;autore Marco Presta</strong></strong></p>
<p><b><strong></strong></b><strong></strong>Caterina ha una pasticceria. E ha un fidanzato medio, delle amiche medie, una vita media. È insomma serenamente disperata, fa parte del grande fiume d&#8217;insoddisfatti che tutti i giorni, da ogni parte del mondo, riceve milioni di affluenti. Poi una voce le parla dalla radio, sembra rivolgersi solo a lei e dice cose bellissime che sono come un terremoto. Nasce a poco a poco un sentimento che assomiglia in maniera preoccupante all&#8217;amore, «quello stato tragico e soave in cui riusciamo a sospirare davanti a un passo carrabile». Marco Presta ci racconta da par suo, attraverso una scrittura comica ma alta, controllatissima, la storia di una giovane donna che trova, letteralmente, l&#8217;amore nell&#8217;aria. E pagina dopo pagina fa un incantesimo alla portata di chi ha la fantasia all&#8217;altezza del cuore.<br />
<strong>Marco Presta</strong> attore, scrittore, conduttore radiofonico e televisivo italiano è autore (con Antonello Dose) del Ruggito del coniglio (Radiodue, una media di 900 mila ascoltatori). La presentazione è a cura di Associazione culturale La Nottola di Minerva.</p>
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		<title>PASOLINI. Nel recinto del sacro.</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Feb 2018 14:26:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Murate Pac]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[PASOLINI. NEL RECINTO DEL SACRO. Una conversazione a partire dal volume di Caterina Verbaro Pasolini. Nel recinto del sacro (Perrone, 2017) Intervengono, con l’autrice, Riccardo Donati, Stefano Giovannuzzi e Elena Porciani Pasolini. Nel recinto del sacro mette al centro dell’indagine sull’autore il concetto del sacro e il genere della poesia, indagandone le correlazioni. La questione [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><b><i>PASOLINI. NEL RECINTO DEL SACRO</i></b><b>.</b></p>
<p align="center">Una conversazione a partire dal volume di Caterina <i>Verbaro </i><em>Pasolini. Nel recinto del sacro (Perrone, 2017)<b> </b></em>Intervengono, con l’autrice, Riccardo Donati, Stefano Giovannuzzi e Elena Porciani</p>
<p><i>Pasolini. Nel recinto del sacro</i> mette al centro dell’indagine sull’autore il concetto del sacro e il genere della poesia, indagandone le correlazioni. La questione del sacro percorre e sostanzia l’intera opera di Pasolini e ne costituisce un essenziale tessuto connettivo, e se nelle opere degli anni quaranta e cinquanta esso si incarnerà nel suo oggetto – l’universo contadino friulano, le borgate, la ciclicità della natura – nell’ultima fase il sacro verrà ad essere evocato dalla forma stessa del testo magmatico, stratificato e metatemporale. L’idea pasoliniana di poesia travalica la stessa versificazione e diventa modo e sede di ricezione di un sacro che dimora nella realtà. Dell’inscindibile relazione tra poesia e sacro si seguono dunque le tappe: il libro ricostruisce l’evoluzione della poesia di Pasolini e della sua stessa concezione del poetico, anche in relazione al cinema, che alla poesia e alla letteratura sembra contendere la capacità di espressione della realtà. Nella prima parte del volume i vari capitoli dedicati alle diverse fasi della poesia pasoliniana evidenziano il mutare dei paradigmi formali e della concezione stessa del poetico, ma al contempo mostrano il perdurare della fiducia nella poesia, che da genere diventa modo e qualità che permea e informa tutti i generi, dal cinema alla saggistica. La seconda parte invece focalizza il Pasolini dei generi e delle forme ibride, dalla saggistica dell’autore corsaro e luterano al grande romanzo-mondo <i>Petrolio</i>, da cui è tratta la citazione che dà il titolo al volume. Nei diversi testi-campione analizzati e interpretati, da <i>Patmos </i>a <i>Pianto della scavatrice</i>, da <i>Le ceneri di Gramsci</i> a <i>Una disperata vitalità</i>, si individua la volontà pasoliniana di restituire l’immagine di un reale non banalmente fattuale, bensì stratificato, mitizzato, sacralizzato.<br />
<strong>Caterina Verbaro</strong> è professore associato di Letteratura italiana contemporanea all’Università Lumsa di Roma. Si è occupata di vari autori e poetiche dell’Otto e Novecento (Scapigliatura, Svevo, Gadda, Neoavanguardia, Pasolini, Rosselli, poesia contemporanea) e in particolare di Lorenzo Calogero, a cui ha di recente dedicato la monografia I margini del sogno. La poesia di Lorenzo Calogero (ETS, Pisa 2011) e di cui ha curato la prima edizione di Avaro nel tuo pensiero (Donzelli, Roma 2014). È referente scientifico della rivista «Oblio» (Osservatorio bibliografico della letteratura italiana otto-novecentesca) e fa parte del Consiglio Direttivo della MOD (Società italiana per lo studio della modernità letteraria).<br />
<strong>Riccardo Donati</strong> è docente e saggista; tra i suoi lavori più recenti<em> I veleni delle coscienze. Letture novecentesche del secolo dei Lumi</em>(Bulzoni, 2010), <em>Le ragioni di un pessimista. Bernard Mandeville e la cultura dei Lumi</em> (ETS, 2011), <em>Nella palpebra interna. Percorsi novecenteschi tra poesia e arti della visione</em> (Le Lettere, 2014). Si occupa di letteratura europea tra Sette e Novecento e di poesia italiana contemporanea, con interventi in volume e in rivista; nel 2013 l’Accademia Nazionale dei Lincei gli ha attributo il Premio Giuseppe Borgia per i suoi contributi sulla poesia.<br />
<strong>Stefano Giovannuzzi</strong> insegna Letteratura italiana contemporanea presso l&#8217;Università di Torino. Si è a lungo occupato di poesia italiana del Novecento, pubblicando saggi e volumi su Bertolucci, Campana, Pavese, Rosselli, Caproni e altri. In ambito narrativo, tra gli altri, ha scritto su Boine e Tozzi.</p>
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		<title>Risultati selezione del vincitore della Open Call per artisti 2017</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Oct 2017 11:10:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Murate Pac]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Si informa che il Comitato di Selezione composto da un rappresentante della Regione Toscana, Dott.ssa Elisa Mazzini, da un rappresentante del Comune di Firenze, Dott. Michele Rossi e, per l&#8217;Associazione Mus.e, dal Direttore Artistico de Le Murate. Progetti Arte Contemporanea, Dott.ssa Valentina Gensini, riunitosi nei giorni del 2 e 6 ottobre 2017, per la valutazione dei progetti relativi all&#8217; open [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Si informa che il Comitato di Selezione composto da un rappresentante della Regione Toscana, Dott.ssa Elisa Mazzini, da un rappresentante del Comune di Firenze, Dott. Michele Rossi e, per l&#8217;Associazione Mus.e, dal Direttore Artistico de <i>Le Murate. Progetti Arte Contemporanea, </i>Dott.ssa Valentina Gensini, riunitosi nei giorni del 2 e 6 ottobre 2017, per la valutazione dei progetti relativi all&#8217; open call per residenza d’artista presso <i>Le Murate. Progetti Arte Contemporanea, </i>ha individuato il soggetto beneficiario del premio nella persona di<strong> </strong> <strong>Cristina Mariani</strong>,  con votazione 69/100 con le seguenti motivazioni: <i>Il progetto, apprezzabile per la qualità e originalità dell’idea artistica, pertiene alle finalità del bando relativamente alla proposta di tessitura collettiva capace di coinvolgere la comunità e risponde, con particolare efficacia, all’installazione site specific. Di particolare rilevanza il dialogo con la storia del luogo e con la memoria popolare nonché la tematica offerta inerente alla questione femminile per il lavoro. Il budget risulta congruo e pertanto determina la sostenibilità del progetto. Il curriculum evidenzia competenze specifiche nel settore tessile.</i></p>
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		<title>OBSERVE. Workshop con il biologo WWF Carlo Scoccianti</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Jun 2017 13:45:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Murate Pac]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Architecture]]></category>
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		<category><![CDATA[Design]]></category>
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		<description><![CDATA[Terzo Giardino, il 29 Giugno workshop con il biologo WWF Carlo Scoccianti Alla scoperta delle forme di vita che abitano lo spazio sotto Lungarno Serristori restituito alla città grazie all’installazione di Studio ++, direzione artistica Valentina Gensini Le specie animali e vegetali che abitano le sponde del fiume, l’ecosistema Arno spiegato e approfondito in tutte [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><b>Terzo Giardino, il 29 Giugno workshop con il biologo WWF Carlo Scoccianti</b></p>
<p align="center"><i>Alla scoperta delle forme di vita che abitano lo spazio sotto Lungarno Serristori restituito alla città grazie all’installazione di Studio ++, direzione artistica Valentina Gensini</i></p>
<p>Le specie animali e vegetali che abitano le sponde del fiume, l’ecosistema Arno spiegato e approfondito in tutte le sue sfaccettature. Sarà possibile saperne di più <b>giovedì 29 giugno</b> grazie al workshop di Carlo Scoccianti, biologo WWF Toscana, che si terrà all’interno del <b>Terzo Giardino</b>, l’area verde ubicata sotto Lungarno Serristori recuperata grazie all’intervento di arte pubblica realizzato dal collettivo Studio ++, sotto la direzione artistica di Valentina Gensini; un’iniziativa che prende forma prende forma all’interno del <b>Progetto Riva</b>, la piattaforma multidisciplinare che riunisce artisti, architetti, performer, operatori culturali e istituzioni in un cantiere di ricerca comune attorno al fiume Arno, promossa da <b>Le Murate Progetti Arte Contemporanea</b>, <b>MUS.E</b>, <b>Comune di Firenze</b>, <b>Regione Toscana</b>, direzione artistica di <b>Valentina Gensini</b>, con il contributo di <b>Publiacqua</b>. Il workshop con Carlo Scoccianti fa parte di un palinsesto di eventi volto a animare questo luogo e renderlo pienamente fruibile alla cittadinanza, avvicinando i cittadini al rapporto col fiume e la natura attraverso una sua più approfondita conoscenza e condivisione. Scoccianti guiderà i partecipanti alla scoperta delle forme di vita che animano le sponde dell’Arno, esplorando gli spazi del Terzo Giardino fino all’Anconella. Tutte le piante verranno descritte e catalogate e i risultati consentiranno di avviare la realizzazione di un abaco partecipato che catalogherà ogni specie che vive lungo il fiume. Il progetto di Studio ++, collettivo d’artisti composto da Fabio Ciaravella, Umberto Daina e Vincenzo Fiore, si basa su tagli mirati della vegetazione spontanea che cresce nei pressi dell’Arno, sfruttando le tecniche impiegate per il mantenimento degli argini. Due diverse azioni creano aree differenti: “parterre” geometrici divisi in quattro sezioni trasversali e veri e propri muri di vegetazione spontanea. Il risultato è un disegno ispirato alla tradizione del Giardino all’Italiana, con par­ticolare attenzione al modello dei Giardini dei Semplici. La vegetazione che emerge è costituita dalle piante spontanee della riva del fiume, che, grazie a questo metodo di “sottrazione”, si manifestano in tutta la loro inaspettata biodiversità. L’aggettivo “terzo” richiama la metafora del paesaggista Gilles Clèment che spiega come la vegetazione abbandonata presente nei “residui dell’organizzazione razionale dell’uomo” sia un’importante riserva di biodiversità e potenziale evolutivo. Il Consorzio di bonifica 3 Medio Valdarno contribuisce al progetto in qualità di ente tecnico-operativo al quale, in collaborazione con il Genio Civile della Regione Toscana, è affidata la manutenzione ordinaria sugli argini e sulle sponde dell’Arno. Nel caso specifico lo sfalcio della vegetazione è effettuato dagli operatori del Consorzio con una frequenza maggiorata ed una modalità tale che permette comunque l’ispezione e la vigilanza ai fini della sicurezza idraulica ma contribuisce, al contempo, a rendere quella naturale banca di sedimenti fluviali vegetata una vera e propria opera d’arte. <strong>ore 17.30 Percorso di avvicinamento (in bicicletta)</strong> Punto di ritrovo: Lungarno Aldo Moro, in corrispondenza di Largo Alcide de Gasperi</p>
<p><strong>ore 19.00</strong>  <strong>Terzo Giardino</strong> Punto di ritrovo: Piazza Giuseppe Poggi</p>
<p><strong>Prenotazioni obbligatorie</strong> <strong>Per info e prenotazioni info.pac@muse.comune.fi.it Tel 0552476873<br />
</strong> <strong>In caso di pioggia il workshop sarà rimandato il giorno 6 luglio alle ore 17.30.<br />
</strong></p>
<p><b><strong>Sponsor</strong> <a href="http://www.lemuratepac.it/wp-content/uploads/2016/06/Logo-publiacqua-ok-copia.jpg" rel="lightbox-1 lightbox-0"><img alt="Logo publiacqua" src="http://www.lemuratepac.it/wp-content/uploads/2016/06/Logo-publiacqua-ok-copia.jpg" width="98" height="93" /></a></b></p>
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		<title>Prospettive trasversali &#8211; Fondazione Studio Marangoni</title>
		<link>https://www.lemuratepac.it/prospettive-trasversali-fondazione-studio-marangoni/</link>
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		<pubDate>Wed, 10 May 2017 11:57:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Murate Pac]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Esposizioni Temporanee]]></category>
		<category><![CDATA[Incontri Pubblici]]></category>
		<category><![CDATA[Photography]]></category>
		<category><![CDATA[Programmazione presente]]></category>
		<category><![CDATA[Visual Arts]]></category>

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		<description><![CDATA[“Prospettive trasversali”, le nuove linee tramviarie e come cambia la città: dal 25 maggio mostra a Le Murate. Progetti Arte Contemporanea Un progetto inedito del fotografo olandese Raimond Wouda nato da un workshop organizzato da Fondazione Studio Marangoni in esposizione negli spazi delle Murate fino al 15 giugno. La città che si trasforma, con la [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><strong>“Prospettive trasversali”, le nuove linee tramviarie e come cambia la città: dal 25 maggio mostra a Le Murate. Progetti Arte Contemporanea</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Un progetto inedito del fotografo olandese Raimond Wouda nato da un workshop organizzato da Fondazione Studio Marangoni in esposizione negli spazi delle Murate fino al 15 giugno.</strong></p>
<p><strong> </strong> La città che si trasforma, con la costruzione delle due nuove linee tramviarie, sarà al centro di “Prospettive trasversali”, mostra fotografica a Le Murate. Progetti Arte Contemporanea dal 25 maggio al 15 giugno.  Le fotografie di 11 autori raccontano come sta cambiando la città con la realizzazione di questa cruciale infrastruttura. I lavori esposti sono frutto di un workshop realizzato a maggio 2016 e organizzato dalla Fondazione Studio Marangoni, in collaborazione con l’Ambasciata del Regno dei Paesi Bassi, il Comune di Firenze, Muse, la Regione Toscana.  Nell’ambito delle residenze promosse dalla Fondazione Studio Marangoni, il fotografo olandese Raimond Wouda è stato invitato insieme alla sua classe del Royal Academy of Fine Arts &#8211; The Hague , a trascorrere un periodo di studio e ricerca a Firenze finalizzato alla realizzazione di un progetto fotografico inedito, insieme agli studenti della Fondazione Studio Marangoni, legato proprio a uno degli eventi principali per il futuro della città: la realizzazione delle nuove linee della tramvia e l&#8217;impatto sulla vita sociale, commerciale ed economica fiorentina. I mutamenti del tessuto urbano, la cantierizzazione e i principali protagonisti: questi gli aspetti su cui Wouda e i suoi allievi si sono concentrati in questa “campagna” fotografica, giunta al secondo anno, e che continuerà fino al termine dei cantieri con il coinvolgiemento di altri artisti internazionali. Il risultato è un progetto dal duplice obiettivo: da una parte la creazione di un importante archivio, realizzato da artisti internazionali, a testimoniare questa fase storica di trasformazione, dall’altra la costruzione di una campagna di comunicazione su come la città, pur non modificando il suo skyline, si stia arricchendo di nuove imponenti strutture e infrastrutture, dando luogo ad un nuovo punto d’osservazione. Fotografie di Raimond Wouda <i>Studenti </i> <i>Royal Academy of Fine Arts </i>Tommy Smits, Emma Hopstaken, Lotte Van Uittert, Marina Caneve <i>Studenti Fondazione Studio Marangoni </i>Emilia Rosa, Pizzonia Michela, Goretti Nicolò, Panzeri Lev Fazio Joshua Kercher Jara, Gianluca Leonardi</p>
<p><strong>Raimond Wouda</strong> ha studiato alla Royal Academy of Arts dell’Aia tra il 1987 e il 1992. Lavora su progetti fotografici a lungo termine in cui emerge un particolare interesse al popolo olandese. Tra i suoi progetti più importanti citiamo “School”, un’indagine fotografica sugli adolescenti in Olanda, “Tuindorp Oostzaan” che riguarda l’ultimo quartiere della classe operaia di Amsterdam. Attualmente Wouda sta continuando la sua serie sulle scuole secondarie in diversi Paesi europei. Nel 2013 ha completato un progetto sulle industrie cinematografiche olandesi. Attraverso il suo sguardo acuto Wouda riesce a catturare in bellissime immagini la complessità della vita quotidiana attraverso la stratificazione di soggetti. ingresso libero</p>
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		<title>Notte Blu alle Murate</title>
		<link>https://www.lemuratepac.it/notte-blu-alle-murate/</link>
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		<pubDate>Thu, 04 May 2017 11:32:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Murate Pac]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Conferenze]]></category>
		<category><![CDATA[Incontri Pubblici]]></category>
		<category><![CDATA[Programmazione presente]]></category>

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		<description><![CDATA[La Notte Blu, giunta alla sua VIII edizione, torna alle Murate nei giorni 8 e 9 maggio. Quest&#8217;anno il centro Europe Direct Firenze e l&#8217;associazione Testimonianze dedicano alla manifestazione il progetto &#8220;Una certa idea di Europa &#8211; L&#8217;Europa che noi amiamo&#8221;, inteso non solo a celebrare la nascita dell&#8217;Europa ma soprattutto ad offrire uno spazio [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div>La Notte Blu, giunta alla sua VIII edizione, torna alle Murate nei giorni 8 e 9 maggio. Quest&#8217;anno il centro Europe Direct Firenze e l&#8217;associazione Testimonianze dedicano alla manifestazione il progetto &#8220;Una certa idea di Europa &#8211; L&#8217;Europa che noi amiamo&#8221;, inteso non solo a celebrare la nascita dell&#8217;Europa ma soprattutto ad offrire uno spazio di riflessione sul processo di integrazione e sull&#8217;identità europea.</div>
<div>Ecco il programma completo:</div>
<div></div>
<div><strong>8 Maggio</strong> <em>Le Murate. Progetti Arte Contemporanea, sala Ketty La Rocca</em> Ore 16,30 L’Europa della crisi tra dialogo sociale e nuove opportunità Relatore: Luigino Bruni (economista e scrittore) Coordina: Simone Siliani (codirettore di «Testimonianze») Ore 17,45 Laicità e «pluriverso» culturale e religioso europeo Relatore: Paolo Ricca (teologo protestante e scrittore) Coordina: Severino Saccardi (direttore di «Testimonianze») Ore 19,00 «Cara Europa che ci guardi»: una storia vista con gli occhi della poesia Relatrice: Gabriella Sica (poetessa e scrittrice) Coordina: Rosalba de Filippis (insegnante e scrittrice) Letture: Fabio Baronti (attore)</div>
<div></div>
<div><strong>9 Maggio</strong> <em>Le Murate. Progetti Arte Contemporanea, sala Ketty La Rocca</em> Ore 16,30 L’Europa nel tempo delle migrazioni Relatore: Massimo Livi Bacci (demografo e scrittore) Coordina: Stefano Zani (vicepresidente di «Testimonianze») Ore 17,45 «Una e molteplice»: L’Europa come soggetto politico e culturale nel mondo della complessità Relatore: Mauro Ceruti (filofofo e scrittore) Coordina: Roberto Mosi (presidente di «Testimonianze») Ore 19,00 Tavola rotonda «C’è un’Europa che noi amiamo»: la visione di Ernesto Balducci Coordina: Piero Meucci (direttore «STAMP Toscana») Intervengono Mauro Ceruti (filosofo e scrittore) Vittoria Franco (filosofa) Leila El Houssi (Università di Padova) Severino Saccardi (direttore di «Testimonianze») Ore 20,30 Aperitivo/Buffet Ore 21,00 <em>Palco del Caffè Letterario </em>Musiche e canti dell’Europa che noi amiamo: Orchestra giovanile di Firenze dell’Accademia musicale diretta da Janet Zadow a seguire i Whisky Trail!</div>
<div></div>
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