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28 novembre 2018

RAIN DROP di Francesco Pellegrino (Residenza di formazione Italia-Cina)

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Rain Drop is a public art multimedia installation, realized during the workshop in LiuYin town by Sichuan Fine Art Institute and Rural Research Academy, Chongqing, China.
The installation uses local materials mixed with hidden technology to create a natural sound and visual walk, perfectly integrated in the landscape. The installation is composed by 20 modules made by a grey tile (typical local roof material), hold by a bamboo cane (maybe the most present material for local handicraft). Through a bamboo structure, on each tile a water drop is left fall, with different drop rates. A little amplification system is hidden inside the cane, making the sound of the drop on the tile a little louder, keeping it natural. ​The different rates, the different positions and the different tile shape create a complex, constantly changing sound environment.
Builded on a little road from the old water channel to the Buddhist temple, this installation feels like a preparation to meditation, leading to a more profound state of contemplation.
Residenza in Cina 19/10/2018 – 16/11/2018
Descrizione dell’artista:
L’esperienza di residenza a Chongqing, prima presso il centro Dimensions Art Center e poi nel villaggio di Liuyin nel distretto di Beibei, è un’occasione unica per sviluppare la ricerca estetica e poterla declinare a seconda dell’esperienza di scambio e delle influenze culturali e sociali.
Durante la prima parte di residenza, presso il DAC, ho potuto progettare e realizzare una performance dal vivo di musica elettroacustica, basata sull’indagare due tavole di materiali e dimensioni diverse: una in alluminio e l’altra in legno.
Il processo compositivo è nato attraverso il suonare questi materiali, sotto la lente d’ingrandimento dell’amplificazione, eccitandoli in varie maniere, con archetto da contrabbasso e vari tipi di battenti e arrivare così ad approfondirne la conoscenza. Dopo una prima fase conoscitiva la composizione del brano ha potuto utilizzare una vasta serie di sfaccettature per creare, attraverso un software di mia creazione, degli ambienti sonori dal vivo, creati attraverso i suoni dei materiali. Durante il brano la materia diventa da oggetto a spazio immersivo, ponendo il fruitore nel ruolo prima di ascoltatore e poi di materia investita dallo spazio sonoro.
Il brano ha avuto un ottimo riscontro, confermato dall’interesse che il pubblico ha mostrato dopo il concerto verso i materiali utilizzati, volendoli sperimentare con i vari eccitatori e l’amplificazione, per poi pormi molte domande sulla natura dei suoni ascoltati.
La seconda parte della mia residenza mi ha permesso di ampliare la ricerca sulla materia nel campo sociale e nell’ambito dell’arte pubblica.Il progetto è inserito nel workshop “Lighting and sound creation at local workshop in Canal township of China” creato dal Sichuan Fine Art Institute e dal Rural Research Academy, nel quale ho avuto la possibilità di confrontarmi con professori e allievi del SCFAI e del dipartimento di musica elettronica del Sichuan Consrvatory e con l’artista giapponese Onoda Kenzo.
Inoltre ho la possibilità di entrare in contatto con la cultura del luogo e la sua natura, in stretto rapporto con la vita degli abitanti. La materia in questo caso non è solo materia sonora ma è anche materia autoctona, materia che crea il contesto e/o creata dal contesto.
Il rapporto tra gli abitanti del villaggio e la materie è molto forte e si riscontra nella quantità di oggetti o attrezzi realizzati a mano con materie del luogo, come nella quantità di competenze e conoscenze che ognuno possiede sul come utilizzare la materia fino anche alla cucina. Dopo aver parlato con artigiani e abitanti del luogo, e dopo averlo vissuto per qualche giorno ho progettato un’installazione che si possa inserire nel piano di riqualificazione territoriale senza portare elementi esterni al contesto.
L’installazione “Rain Drops” vuole sottolineare un materiale ed un suono molto presenti nel territorio: il suono delle gocce di pioggia sulle tegole grigie delle abitazioni tradizionali; a questo scopo una struttura in bambù (materiale onnipresente ed utilizzatissimo nella zona) si crea un percorso dove attraverso dei gocciolatori con frequenze diverse le tegole vengono eccitate da una “pioggia controllata”.
Questa complessa poliritmia viene ripresa ed amplificata attraverso un microfono e uno speaker nascosti nella struttura di bambù, con un’amplificazione lieve, naturale, che vuole solo sottolineare il suono del materiale. Venti tegole disposte lungo il percorso creano un corridoio immersivo, uno spazio per la contemplazione immerso nel verde, nel bellissimo paesaggio del villaggio.
L’installazione è in fase di montaggio.
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Thanks to the exchange program by Comune di Firenze, Murate Progetti Arte Contemporanea, Mus.E, Toscanaincontemporanea2018, Regione Toscana and GiovaniSi.
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